Teoria e pratica della camera oscura

TEORIA E PRATICA DELLA CAMERA OSCURA

RIPRODUZIONE IN LABORATORIO DELLA CAMERA OSCURA

L’osservazione delle immagini della camera oscura può anche avvenire casualmente. Quante volte, specialmente in estate,  i genitori  ci hanno obbligato a fare il classico riposino pomeridiano nella camera da letto con le persiane chiuse o le serrandine abbassate . Poteva capitare che da qualche spiraglio rimasto aperto si formassero delle strane immagini sul soffitto della stanza: macchine e persone in movimento, alberi, pali, e abitazioni, tutti al rovescio!

Quasi tutti i fenomeni ci si presentano casualmente. L’atteggiamento del fisico non è solo quello di guardare con curiosità e attenzione quello che la vita quotidiana gli presenta, ma è anche quello di riprodurre il fenomeno, in condizioni semplificate e più controllabili, per poterlo manipolare a proprio piacimento al fine di capirne meglio il funzionamento.

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Per riprodurre la camera oscura sarà sufficiente procurarsi una attrezzatura molto semplice: un diaframma di cartone con un foro di una certa dimensione, inizialmente coperto con un foglietto di alluminio adesivo; uno spillo; uno schermo di carta traslucida ed un oggetto luminoso o molto ben illuminato ( andrà benissimo una vecchia lampadina di quelle a filamento con il bulbo trasparente ).

Con questa semplice attrezzatura è possibile fare osservazioni molto interessati che potranno approfondire ed arricchire quelle già svolte nell’aula (camera)  oscura.

 

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