Immagini “autonome” dalla luce

LUCE E IMMAGINE: DUE ENTITA’ DIVERSE

Nella visione atomistica di Lucrezio  l’immagine consiste in una emissione di atomi da parte della superficie esterna dei corpi. Essa, dunque, è una filiazione diretta del corpo, che gli trasmette i suoi tratti somatici esterni, ed acquista una consistenza materiale (anche se molto tenue), una vita propria, autonoma sia dal corpo sia dalla luce, che, come vedremo ha solo il compito di facilitarle la visione da parte dell’occhio.

Luce e immagine si presentano come due entità nettamente distinte, sebbene complementari per la realizzazione del processo della visione. Esse sono diverse per  funzione, provenienza, costituzione e  velocità di propagazione.

Questa netta distinzione tra luce e immagine costituisce probabilmente uno dei nodi concettuali e psicologici più intricati, che si sono dovuti sciogliere lungo il cammino che ha portato alla attuale comprensione della visione.

Vale la pena di farne un esame più approfondito esaminando in dettaglio la formulazione che Lucrezio ne offre nella sua opera.

 

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