Più veloci della luce

PIU’ VELOCI DELLA LUCE

Quasi a rendere ancora più marcata la distinzione tra luce ed immagine, Lucrezio attribuisce loro anche una diversa velocità:

i simulacri sono più veloci della luce!

Riprendendo il discorso sulla differenza tra le particelle provenienti dall’interno dei corpi (luce, fumo calore) e quelle dei simulacri provenienti dalla superficie, Lucrezio aggiunge, infatti:

Praeterea si, quae penitus corpuscula rerum ex altoque foras mittuntur, solis uti lux ac vapor, haec puncto cernuntur lapsa diei per totum caeli spatium diffundere sese, perque volare mare ac terras caelum rigare: quid quae sunt igitur iam prima fronte parata, cum iaciuntur et emissum res nulla moratur? Quone vides citius debere et longius ire, multiplexque loci spatium transcurrere eodem tempore quo solis pervolgant lumina caelum? (Lucrezio, La Natura, Rizzoli, 1988, vv. 197-206, p.255)

Inoltre, se dal cielo vibransi in terra minimi corpi, qual del sole appunto è la luce e ‘l vapor, miri che questi, diffondendo lor stessi, in un momento irrigan tutto il cielo superno e tutta l’aria, l’acqua e la terra, ove sì mobile leggerezza li spinge. Or che dirai? Dunque le cose, che de’ corpi sono al sommo sono al moto sì pronte, e che lanciate nulla impedisce, ir non dovranno più ratte, e più tempo (spazio, ndr) passar nel tempo stesso che la luce e ‘l vapor passano il cielo? (A. Marchetti, Della natura delle cose, Einaudi, 1980, vv. 304-315, pp. 146-147)

Inoltre, se quei corpuscoli che dal di dentro e dal fondo le cose mandano fuori, come la luce e il calore del sole, quelli si vedono spargersi, appena staccati, in un baleno per tutto quanto lo spazio del cielo, volar pel mare, inondare la terra e l’aria; le immagini che sono poste in primissima fila, qual moto avranno dunque quando s’avventano e nulla v’è che ne frena lo slancio? Non vedi quanto esse debbano andar più presto e lontano e nel medesimo tempo che il folgorio della luce traversa il cielo, percorrere più vasto tratto di spazio? (B. Pinchetti, La Natura, Rizzoli, 1988, vv. 197-206, p.255)

Inoltre, gli atomi di luce e calore che il sole emette arrivano dal suo interno, ma in un istante inondano il cielo e si diffondono sui sui mari e le terre. Che dire, allora, degli atomi dei simulacri, che emanano direttamente dalla superficie delle cose, senza che niente ne ostacoli l’emissione? Non vedi quanto più veloci e più lontani devono andare, e quanto più spazio devono percorrere, nello stesso tempo in cui i raggi del sole inondano il cielo? (P. Odifreddi, Come stanno le cose, Rizzoli, 2013, p.153)

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