TEORIA DEI 4 ELEMENTI

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LA “SPAVENTOSA” COMPLESSITA’ DELLA NATURA

Ancora oggi restiamo stupiti e smarriti di fronte alle innumerevoli e grandiose manifestazioni della natura: venti impetuosi, tempeste, uragani, tuoni, fulmini, terremoti, inondazioni. Altre volte, invece, restiamo ammirati e rapiti dalla loro bellezza: i colori dell’alba e del tramonto, del cielo sereno, di un arcobaleno, delle ali di una farfalla; un cielo stellato e la Luna che lo attraversa.

Di fronte a tutto ciò la nostra mente è combattuta da sentimenti contrastanti; da un lato  la meraviglia e l’incanto di quegli spettacoli, dall’altro il timore dell’ignoto e la frustrazione di non riuscire a vedere un ordine in quell’immenso caos.

MERAVIGLIA E PENSIERO ( ARISTOTELE)

Ma proprio dalla meraviglia nasce il pensiero, come bisogno di comprendere questa complessità. Aristotele per primo indicò il legame esistente tra la meraviglia e la filosofia.

Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo. Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia. Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall’ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica.

(Aristotele, Metafisica, 982b-983a, trad. di Giovanni Reale)

IL PENSIERO MITICO: LA TEOGONIA DI ESIODO

La Teogonia di Esiodo costituisce il primo tentativo di interpretare in modo unitario il mondo complesso, caotico e imprevedibile dei fenomeni naturali. Il modello che Esiodo sceglie è un modello “familiare”, “genealogico”, in base al quale ogni fenomeno naturale è legato ad una particolare divinità, ma tutte queste divinità discendono da quattro antenati comuni: Caos, Gaia (la Terra), Tartaro ed Eros (l’Amore).

Per quanto imprevedibili e misteriosi possano essere i fenomeni che osserviamo, c’è tra di loro una “parentela” che ci aiuta a comprenderli e a dominarli.

IL PENSIERO FILOSOFICO: LA FISICA DEGLI ELEMENTI

Con i filosofi della Scuola di Mileto, una città della Ionia (Asia Minore), la ricerca di un principio unico capace di spiegare la complessità e mutabilità del mondo materiale, abbandona il piano del mito per spostarsi su quello della realtà fisica.

Tale principio, da essi chiamato archè, presenta tre aspetti essenziali: la materia di cui sono fatte le cose, la forza che le genera e la legge che le governa.

Talete individua l’archè nell’Acqua, elemento diffuso su tutta la terra e presente in ogni organismo vivente, capace per la sua liquidità di adattarsi ad ogni forma, ma anche di passare allo stato solido (ghiaccio) e a quello gassoso (vapore).

Anassimandro ritiene, invece, che l’arché non possa identificarsi con un solo elemento, per quanto variabile e multiforme possa essere, e concepisce l’idea dell’Apeiron, indistinto e senza forma, nel quale tutte le cose sono fuse insieme, prima di cominciare a distinguersi nelle varie individualità.

Anassimente ritiene che l’Aria, elemento più leggero e sfuggente dell’acqua, possa rispondere meglio all’esigenza di indeterminatezza indicata da Anassimandro e immagina che attraverso i processi di rarefazione e condensazione essa possa produrre elementi ancor più leggeri come il fuoco o più pesanti come l’acqua e terra.

Eraclito di Efeso sembra ritenere che l’arché più adatto a descrivere la continua mutazione e divenire del mondo materiale sia il Fuoco, che è sempre vivo, cangiante e in continuo movimento, pur restando sostanzialmente uguale a se stesso;  anche il fuoco, attraverso processi di condensazione, sarebbe in grado di produrre aria, acqua e terra.

EMPEDOCLE E I QUATTRO ELEMENTI

Empedocle di Siracusa (492-432) abbandona l’idea di un solo archè e propone una teoria basata sui quattro elementi: la Terra (solida), l’Acqua (liquida), l’Aria (gassosa) e il Fuoco (ardente e consumatore).

Questi elementi, che Empedocle chiama radici, non sono da intendere in senso letterale come le sostanze ordinarie che conosciamo, ma indicano le caratteristiche più generali degli stati di aggregazione della materia e le leggi che regolano i loro cambiamenti.

Essi, inoltre, hanno tra loro rapporti di accordo ed opposizione: l’acqua è opposta al fuoco e in accordo con la terra; l’aria opposta alla terra, è affine al fuoco.

A questi elementi sono associate 4 Qualità Primarie: Caldo, Freddo, Secco e Umido, che sono tra loro come gli elementi in accordo e in opposizione, di modo che il caldo è opposto al freddo ma in accordo con l’umido. 

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Dal mescolamento di questi quattro elementi in proporzioni diverse, con due delle 4 qualità primarie, nasce il mondo e la sua varietà.

Le forze che uniscono elementi diversi per formare le cose che ci circondano sono di due tipi: l’amore (forza attrattiva) e l’odio (forza repulsiva). 

A ognuno degli elementi sono assegnate due qualità elementari, cosicché abbiamo:

  • Terra =>  fredda e secca 
  •  Acqua => fredda e umida 
  •  Aria => calda e umida 
  •  Fuoco => caldo e secco  

Attraverso lo scambio di almeno una delle qualità primarie nel suo opposto, è possibile che un elemento si trasformi in un altro (sono più facili gli scambi di una sola delle qualità primarie, ma sono possibili gli scambi di ambedue). Risulta più facile la trasformazione di acqua in aria (o viceversa) e altrettanto facile quella da aria a fuoco. Risulta più difficile la trasformazione da aria in terra (o viceversa).

Cosicché gli elementi non sono immutabili ma trasformabili gli uni negli altri; portiamo ad esempio alcune di queste trasformazioni:

  • terra <=> acqua (scambiando secco <=> umido)
  • acqua <=> aria (scambiando freddo <=> caldo) 
  • aria <=> fuoco (scambiando umido <=> secco) 
  • fuoco <=> terra (scambiando caldo <=> freddo),

Sono possibili trasformazioni più complesse, come quelle che partendo da due elementi  ne originano due diversi, ad esempio:

acqua (freddo-umido) + fuoco (caldo-secco) = terra (freddo-secco) + aria (caldo- umido), (si pensi a quando si spegne un fuoco con dell’acqua: si ottengono cenere e aria).

I quattro elementi non si trovano mai allo stato puro:

  • la terra domina negli oggetti pesanti;
  • l’aria domina negli oggetti leggeri;
  • l’acqua entra nella composizione dei metalli (per la spiegazione della fusione);
  •  il fumo non è altro che combinazione di fuoco e terra
  • gli oggetti che galleggiano hanno una percentuale d’aria maggiore di quella di terr

 

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