Conclusione pedagogica

IL VALORE FORMATIVO DELLA SCIENZA

Concludiamo questo nostro racconto con una riflessione molto interessante su un aspetto educativo che era già emerso nella nostra esperienza dello scorso anno.

L’insegnamento della scienza, e della geometria in particolare, contribuisce non solo alla formazione intellettuale dei nostri bambini, ma anche alla loro educazione comportamentale.

Quando un bambino impara a mettersi in fila o in riga, acquisisce una prima nozione geometrica di retta e allineamento, ma al tempo stesso impara a relazionarsi con gli altri bambini.

Non è un caso che concetti morali come retta via, persona retta, regole, diritto, ecc.., rimandino al concetto geometrico della retta.

Oggi abbiamo avuto modo di verificare che anche le nostre esperienze sulla luce, il buio e le ombre possono avere un forte impatto educativo.

Vale la pena di riportare una breve sintesi del dialogo che si è sviluppato.

Perché, bambini, il buio fa paura? Perché al buio non si vede!”

Quindi, quando viene la notte non si vede più niente?  No! Di notte si vedono le stelle, e la luna! Di giorno c’è troppa luce e non si vedono! Dunque, una luce troppo forte impedisce di vedere le luci più piccole delle stelle. 

Troppa luce acceca! 

Ovviamente, questo è il succo distillato da un pentolone in tumultuosa ebollizione, perché quando rivolgete una domanda a questi bambini, tutti vogliono rispondere e dire la loro, e lo fanno tutti insieme, spinti dall’urgenza di esprimere quello che pensano e dal timore di dimenticarlo. 

Non è come in televisione, dove persone adulte urlano tutte insieme al solo scopo di sovrastare la voce e gli argomenti degli altri. Parlare uno per volta, ascoltare ciò che gli altri hanno da dire e tenerne conto è una grande conquista di civiltà e democrazia, che bisogna avviare fin da piccoli.

E’ a questo proposito, che la seconda parte della nostra discussione si è fatta molto interessante.

Calma, bambini, non sentite che parlando tutti insieme non si capisce niente di quello che ognuno di voi vuole dire? 

Succede come con le stelle, che non si vedono quando c’è troppa luce; così quando c’è troppo rumore, non si sentono più le vostre voci. 

Una bellissima analogia tra luce e suono, tra buio e silenzio, tra abbassare le luci più abbaglianti per scorgere quelle più fioche e il fare silenzio per ascoltare le voci più deboli.

I bambini sono rimasti colpiti da questa analogia, che li ha aiutati a rispettare la regola del “parlare uno alla volta per ascoltare tutti”. 

Ognuno ha potuto dire la sua, ma la conclusione più fulminante è stata: 

Quando c’è troppa luce, non si sente! 

Dalla analogia tra i due concetti, si è passati addirittura alla loro fusione.

CONCLUSIONE

Con questa breve sintesi speriamo di aver dato un’idea del lavoro svolto nel corso di questo anno scolastico. Abbiamo anche utilizzato il gruppo Facebook della Scuola Molini per documentare e commentare in dettaglio alcuni dei passaggi più significativi.

E’ importante poter condividere queste nostre riflessioni con i genitori, perché il loro ruolo è fondamentale nell’accompagnamento e consolidamento di questo processo di crescita che impegna ogni giorno i loro bambini. 

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